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Quell'«otium» che ci conduce a Dio

«La liturgia, itinerario dell'anima verso Dio» è stato il tema di una riflessione che il maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie ha tenuto a Roma in occasione del 43° congresso internazionale dell'associazione «Sanctus Benedictus patronus Europae». Ne pubblichiamo ampi stralci.

di Guido Marini

L'anima umana, ossia l'uomo, è chiamata a compiere l'itinerario verso Dio, a realizzare, pertanto, la propria santificazione. Questa è l'opera prima e decisiva della sua vita, il suo dovere primario (cfr. Pio xii, lettera enciclica Mediator Dei, 11). Ma un tale compito è realizzabile a partire da quell'azione sacra per eccellenza che è la liturgia: sacra perché azione di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa; sacra perché esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo; sacra perché resa tale dalla potenza amorevole dello Spirito Santo.
La liturgia «è essenzialmente actio Dei che ci coinvolge in Gesù per mezzo dello Spirito» (Benedetto xvi, esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis, 37). Come ricordava l'allora cardinale Ratzinger a Fontgombault, nel 2001, «Dio agisce nella liturgia attraverso Cristo e noi possiamo agire soltanto attraverso Lui e con Lui» (Opera omnia, Teologia della liturgia, p. 747). La liturgia, quindi, possiede una sua sacralità o santità oggettiva alla quale ciascuno deve attingere per poter procedere nel cammino della propria santità, della santità personale e soggettiva. In questo legame con il «sacro» e, dunque, con una realtà oggettiva di grazia che ci precede, troviamo la specificità dell'itinerario dell'anima verso Dio a partire dalla liturgia.
 

Novembre - mese dei defunti...

wszystkich swietych cmentarz Un’assenza che è presenza… 
Oggi la cultura vorrebbe emarginare la morte, mentre la tradizione cristiana vi riserva un intero mese, per pregare, meditare e ricordarci che la nostra vita non termina su questa terra…
Non un giorno, il 2 novembre, ma tutto un mese è dedicato ai defunti. E’ un affluire nei cimiteri, sono ricordi più vivi accom­pagnati da preghiera e gratitudine.
Sovente, nell’arco della nostra vi­ta, ci interroghiamo sul senso della morte e del suo rapporto con la vita. E il pensiero si perde nelle riflessioni, nella meditazione, nei ricordi. Che cosa è la morte? Perché la morte? Che cosa è la vita eterna? Cosa rap­presentano per noi i defunti e quale rapporto instauriamo con loro?
   

Iniziazione cristiana

cresima Il rinnovamento dell’iniziazione cristiana: criteri teologico-pastorali alla luce delle tre Note della CEI, ovvero: L’IC nella Chiesa italiana: a 40 anni dal documento Base, di fronte all’imperativo del primo annuncio.

di don Luca Bressan


Apro questo mio intervento dichiarando il taglio, la prospettiva a partire dalla quale ho immaginato questa mia comunicazione (ciò che abitualmente indichiamo con l’oggetto formale): si tratta di un esercizio di teologia pratica, ovvero di un tentativo di lettura e comprensione teologica di quello spazio pastorale che la Chiesa italiana designa con il termine sintetico di iniziazione cristiana. Più analiticamente potremmo dire che si tratta di un lavoro di rinvenimento degli itinerari e degli strumenti che le istituzioni ecclesiali attuali mettono in atto per permettere a dei ragazzi e a degli adulti di diventare cristiani nella nostra Chiesa italiana. L’obiettivo: aiutare la Chiesa a sviluppare una lettura delle sue pratiche, una lettura di come queste pratiche costruiscono la sua identità storica, permettono la custodia e la trasmissione della memoria cristiana, immaginano quell’atto fondamentale per il futuro della nostra fede che è la generazione di altri cristiani.

   

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