Quell'«otium» che ci conduce a Dio
di Guido Marini
L'anima umana, ossia l'uomo, è chiamata a compiere l'itinerario verso Dio, a realizzare, pertanto, la propria santificazione. Questa è l'opera prima e decisiva della sua vita, il suo dovere primario (cfr. Pio xii, lettera enciclica Mediator Dei, 11). Ma un tale compito è realizzabile a partire da quell'azione sacra per eccellenza che è la liturgia: sacra perché azione di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa; sacra perché esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo; sacra perché resa tale dalla potenza amorevole dello Spirito Santo.
La liturgia «è essenzialmente actio Dei che ci coinvolge in Gesù per mezzo dello Spirito» (Benedetto xvi, esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis, 37). Come ricordava l'allora cardinale Ratzinger a Fontgombault, nel 2001, «Dio agisce nella liturgia attraverso Cristo e noi possiamo agire soltanto attraverso Lui e con Lui» (Opera omnia, Teologia della liturgia, p. 747). La liturgia, quindi, possiede una sua sacralità o santità oggettiva alla quale ciascuno deve attingere per poter procedere nel cammino della propria santità, della santità personale e soggettiva. In questo legame con il «sacro» e, dunque, con una realtà oggettiva di grazia che ci precede, troviamo la specificità dell'itinerario dell'anima verso Dio a partire dalla liturgia.
Novembre - mese dei defunti...
Oggi la cultura vorrebbe emarginare la morte, mentre la tradizione cristiana vi riserva un intero mese, per pregare, meditare e ricordarci che la nostra vita non termina su questa terra…
Non un giorno, il 2 novembre, ma tutto un mese è dedicato ai defunti. E’ un affluire nei cimiteri, sono ricordi più vivi accompagnati da preghiera e gratitudine.
Sovente, nell’arco della nostra vita, ci interroghiamo sul senso della morte e del suo rapporto con la vita. E il pensiero si perde nelle riflessioni, nella meditazione, nei ricordi. Che cosa è la morte? Perché la morte? Che cosa è la vita eterna? Cosa rappresentano per noi i defunti e quale rapporto instauriamo con loro?
Iniziazione cristiana
Il rinnovamento dell’iniziazione cristiana: criteri teologico-pastorali alla luce delle tre Note della CEI, ovvero: L’IC nella Chiesa italiana: a 40 anni dal documento Base, di fronte all’imperativo del primo annuncio.
di don Luca Bressan
Apro questo mio intervento dichiarando il taglio, la prospettiva a partire dalla quale ho immaginato questa mia comunicazione (ciò che abitualmente indichiamo con l’oggetto formale): si tratta di un esercizio di teologia pratica, ovvero di un tentativo di lettura e comprensione teologica di quello spazio pastorale che
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