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Messaggio di mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI per la Quaresima 2010 |
«Lasciatevi riconciliare con Dio»
«Ritornate a me con tutto il cuore»: le parole del profeta Gioele, che risuonano con forza nella liturgia del Mercoledì delle Ceneri, orientano in maniera molto precisa il nostro itinerario quaresimale e pasquale.
Ad esse fa eco la parola dell’apostolo Paolo: «Lasciatevi riconciliare con Dio!». Anche nel Vangelo, la Parola del Signore Gesù invita a recuperare la dimensione profonda dell’esistenza: «Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Si tratta di parole che ci possono accompagnare per tutto il tempo di Quaresima-Pasqua, unendo, in maniera che potrà apparire paradossale, l’invito pubblico, coraggioso, aperto alla conversione da una parte e l’esigenza profonda di un rinnovamento interiore dall’altra.
Il profeta parla a tutto il popolo e denuncia i mali che affliggono la sua vita pubblica; Paolo si rivolge alla comunità, senza paura di rimproverare la sua tendenza ad arrestarsi nel cammino di crescita verso la pienezza di Cristo; Gesù stesso nel Vangelo denuncia apertamente la finzione di chi pratica il bene unicamente per apparire.
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Proposta del Centro nazionale Vocazioni per l’Anno sacerdotale |
“Lampada per l’ anno sacerdotale”
«Ai suoi parrocchiani il Santo Curato insegnava soprattutto con la testimonianza della vita. Dal suo esempio i fedeli imparavano a pregare, sostando volentieri davanti al tabernacolo per una visita a Gesù Eucaristia... “Si sa che Gesù è là, nel santo tabernacolo: apriamogli il nostro cuore...”».
Vorremmo davvero fare nostre queste parole che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato alla Chiesa nella lettera d’indizione dell’Anno Sacerdotale, e aprire il nostro cuore nella preghiera per tutti i Sacerdoti.
La “Lampada per l’anno sacerdotale” è una iniziativa da vivere ogni prima domenica del mese, da gennaio a giugno.
Proponiamo di accendere, all’interno della celebrazione della S. Messa festiva, all’inizio o al momento della preghiera dei fedeli, una lampada (un cero, una candela...), come simbolo della preghiera che rivolgiamo al Signore per domandare vocazioni al Sacerdozio ministeriale e per sostenere, sempre nella preghiera, coloro che già sono incamminati in questa scelta di vita.
Abbiamo pensato che, per ogni prima domenica del mese in cui verrà attuata questa proposta, possa esservi utile avere già predisposta una specifica intenzione di preghiera che troverete di seguito.
Sappiamo che il Signore sa trarre grandi frutti anche da un piccolo seme. Per questo crediamo che, se nelle nostre comunità si pregherà per i Sacerdoti, potrà maturare una sensibilità più spiccata verso il Vangelo della Vocazione, verso ogni chiamata alla Consacrazione ed in particolare verso la chiamata al Ministero Presbiterale.
Confidiamo vivamente che questo semplice segno trovi accoglienza fattiva e concreta nelle nostre comunità parrocchiali.
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Il tempo di Natale nella liturgia della Chiesa |
Le celebrazioni liturgiche del tempo di Natale, a cominciare dalla messa della Notte, conducono i fedeli alla contemplazione del mistero dell'Incarnazione, dove si rende presente la bellezza del Signore e del suo Amore ricco di infinita misericordia. Lo spiega il maestro delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, monsignor Guido Marini, in una nota sui riti natalizi presieduti in San Pietro da Benedetto XVI.
Le celebrazioni hanno la capacità di trasmettere la lieta notizia attraverso le parole, i gesti, i silenzi, i segni, la musica, il canto, il rito nel suo complesso. Ciò che è importante è che il rito risplenda luminoso e sia capace di esprimere ciò che contiene. Non si tratta di fare cose nuove, ma di fare in modo nuovo quanto la Chiesa ci invita a compiere nel rito.
Nella basilica vaticana quest'anno, la scultura lignea policroma raffigurante la Vergine in trono con il Bambino benedicente, è stata collocata accanto all'altare della Confessione già a partire dai primi Vespri di Avvento e vi rimarrà fino all'Epifania, a sottolineare come l'Avvento e quello natalizio siano tempi anche mariani.
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La liturgia è innanzitutto fonte di vita per la Chiesa |
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È stato presentato nella mattina di venerdì 18 a Roma, presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, un libro di don Mauro Gagliardi, consultore dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice (Liturgia fonte di vita, Verona, Fede & Cultura, 2009, pagine 240, euro 21). Pubblichiamo un estratto dell'intervento tenuto per l'occasione dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.
di Guido Marini
Una delle questioni di fondo che sta a garanzia dell'autentico spirito liturgico è proprio quella del corretto rapporto tra contenuto e forma, dottrina ed espressione rituale, teologia e segno liturgico. Mantenere fermo tale rapporto consente alla celebrazione liturgica di rimanere nella verità del segno, senza scadere in ciò che, alla fine, è solo frutto dell'inventiva umana, superficiale adattamento a presunte esigenze del tempo presente, banale autorealizzazione della comunità, fare dispotico che concepisce la liturgia come semplice oggetto di proprietà e non come dono prezioso da custodire.
In questo senso l'approccio teologico alla liturgia consente di custodire la sua dimensione sacra, ovvero quella dimensione che non è lasciata all'arbitrio dell'uomo perché è dono che viene dall'alto, mistero della salvezza in Cristo, consegnato alla Chiesa perché, sotto la guida dello Spirito Santo lo renda disponibile
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