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di don Luca
Halloween è una festa pagana o cristiana? E’ una celebrazione a satana? Cosa è bene fare? Incoraggiare o opporsi alla celebrazione di Halloween?... Queste sono alcune delle domande che ci siamo sentiti rivolgere in questi giorni da bambini, giovani e famiglie sul perché di questa festa. Proviamo allora a chiarire quale è il significato originale e reale di Halloween, oggi tanto oscuro.
Il nome Halloween è, indiscutibilmente, termine di origine cristiana: è parola composta da hallow = santificare, ed eve = abbreviazione di evening = sera. Halloween, insomma, deriva da All Hallow’s Eve e vuoi dire semplicemente Sera della festa dei Santi, Vigilia della festa dei Santi. La Chiesa cattolica fa memoria il primo novembre di tutti i Santi e la sera del 31 ottobre è appunto la Vigilia della festa. Ma il primo novembre era il giorno della festa celtica di Samhain ed alcune delle tradizioni dell’odierna Halloween vi rimandano. Il passaggio da Samhain ad Halloween manifesta un atteggiamento tipico del cristianesimo che non disprezza mai quanto gli preesiste storicamente, ma ne sa cogliere il valore per riproporlo alla luce della pienezza di vita che proviene dal Vangelo.
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Chiesa viva solo a partire dall'Eucaristia |
Sarà distribuito domani a tutti i Padri sinodali il ‘Compendium Eucharisticum' appena pubblicato dalla Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti per i tipi della Libreria Editrice Vaticana. Il testo è stato consegnato ieri a Benedetto XVI dal cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della stessa Congregazione. Stampato in questa prima edizione in latino, il Compendio sarà pubblicato in altre lingue per essere poi distribuito ai vescovi di tutto il mondo. Ma quali sono le sue finalità pastorali? Ascoltiamo lo stesso cardinale Cañizares Llovera al microfono di Fabio Colagrande.
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Ammutolisca ogni carne umana |
di Manuel Nin
Il 23 ottobre, nella tradizione bizantina, si celebra la memoria di san Giacomo, fratello del Signore, primo vescovo di Gerusalemme. Nel Pontificio Collegio Greco di Roma, la domenica più vicina a questa data si celebra, ormai da alcuni decenni, la Divina liturgia con una anafora che la tradizione bizantina ha lasciato cadere praticamente del tutto e che invece la tradizione siro-occidentale usa molto spesso, assieme all'anafora dei Dodici apostoli.
L'anafora di san Giacomo si trova in diverse versioni linguistiche ma specialmente in greco e in siriaco, che a sua volta sarebbe la traduzione da un testo greco più semplice e arcaico dell'attuale. Per entrambe le versioni, l'attribuzione a san Giacomo, fratello del Signore, è unanime. Ci sono poi versioni georgiana, armena, etiopica, a dimostrazione dell'importanza che questo testo ebbe almeno durante il primo millennio. È chiaro che si tratta di una liturgia che proviene da Gerusalemme, con molti riferimenti a personaggi veterotestamentari (Abele, Noè, Abramo, Zaccaria), ai luoghi santi, alla Gerusalemme celeste, con l'ingresso nel Santo dei Santi, la processione del piccolo ingresso con l'evangeliario e la croce, le diverse preghiere - collegate col salmo 140 - di benedizione dell'incenso.
Riguardo alla datazione ci sono diverse ipotesi che la collocano tra la fine del III secolo fino al VI o VII secolo. È sicuramente un testo elaborato in diverse tappe, ma già quasi completo alla fine del IV secolo. L'anafora di san Giacomo è teologicamente molto diversa da quella di san Giovanni Crisostomo e da quella di san Basilio, e si tratta chiaramente di una liturgia di tipo antiocheno. Nella prassi costantinopolitana l'anafora non è più in uso, e ora viene celebrata soltanto il 23 ottobre a Gerusalemme, nelle isole di Zante e di Cipro e, a Roma, a Sant'Atanasio in una domenica attorno al 23 ottobre.
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Nel 2012 a Dublino il 50° Congresso eucaristico internazionale |
I
l cardinale segretario di Stato ha comunicato al presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali che il Santo Padre, nell'udienza del 22 giugno scorso, ha approvato il tema e la data per la celebrazione del prossimo Congresso eucaristico internazionale - il cinquantesimo della serie - che si terrà a Dublino nel 2012. La celebrazione del Congresso avrà luogo dal 10 al 17 giugno intorno al tema The Eucharist: Communion with Christ and with one another (L'Eucaristia: Comunione con Cristo e tra di noi ). Nella capitale irlandese, di stretta intesa con il Pontificio Comitato, si è già installato il comitato locale che s'occuperà della stesura del testo teologico di base e della preparazione all'evento del 2012. Per l'occasione si propongono qui gli elementi più significativi della parte finale dell'intervento che l'arcivescovo Piero Marini, presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, ha tenuto all'assemblea plenaria della Conferenza episcopale d'Irlanda riunita al St. Patrick's College, Maynooth, lo scorso 9 giugno.
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