Oggi il Signore trasfigurato rinnova Adamo

di MANUEL NIN

 Nella tradizione siro-occidentale la grande festa della Trasfigurazione del Signore sottolinea con immagini molto belle il manifestarsi della divinità di Cristo per mezzo della sua umanità: "Signore Dio, facci degni di festeggiare in santità, di salmodiare in purezza, e di cantarti con canti di gioia, nella festa della manifestazione della gloria della tua divinità sul monte Tabor. La tua grazia, infatti, ci fa passare dal male al bene, dal peccato alla giustizia". La trasfigurazione manifesta la divinità di Cristo, in qualche modo a misura della capacità dei discepoli.
Nel vespro il sedro, composizione liturgica siriaca in prosa poetica, descrive i fatti avvenuti sul Tabor: "Tu, Signore, hai voluto che lo spirito umano possa avvicinarsi alla tua maestà, e hai voluto anche che risplenda la tua luce eterna, il tuo Figlio unigenito, e splenda nella creazione per illuminare coloro che sedevano nelle tenebre e nell'ombra della morte. E lui apparve sulla terra nella nostra natura umana per restaurare in essa la maestosa immagine della tua conoscenza".
Con una lunga serie di frasi che iniziano con "oggi", il sedro enumera poi i fatti salvifici: "Oggi gli angeli scendono per onorare il Figlio unigenito che ha mutato il suo aspetto per manifestare al mondo la ricchezza della sua gloria. Oggi Pietro, Giacomo e Giovanni si rallegrano perché hanno visto la gloria della sua maestà e sono stati presi da timore e spavento davanti alla sua visione. Oggi Elia il Tesbita arriva e adora il Signore dei profeti che è venuto per autenticare le sue profezie. Oggi Mosè, il capo dei profeti, si alza dalla tomba e viene per vedere il Signore che gli apparve nel roveto ardente e non consumato. Oggi i discepoli comprendono che il tuo Figlio unigenito ha il potere sui viventi e sui morti, e sanno che morirà anche lui e vivrà, e con la sua morte vivificherà i popoli e le nazioni".

 

La Chiesa italiana affida a Maria il popolo italiano

maria_madre_di_dio.jpg In occasione del 150 anniversario dell’Unita' d’Italia, la Chiesa italiana desidera affidare a Maria, che invochiamo con il titolo di “Mater Unitatis”, il popolo italiano. Giovedì 26 maggio la preghiera mariana si svolgera' nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma, nel corso dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana e, poi, analoghe celebrazioni avranno luogo in ciascuna delle diocesi italiane durante il mese di maggio. A livello diocesano le iniziative per rinnovare l’affidamento dell’Italia a Maria, nel centocinquantesimo dell’unita' nazionale, sono state organizzate in ciascuna delle cinque Vicarie che compongono la nostra Diocesi e «in comunione con le altre comunità cristiane – come si legge nel testo del sussidio redatto dall’Ufficio Liturgico della CEI – celebreremo i misteri della luce […] A Maria, Madre dell’unità, che conosce le necessità dei suoi figli, chiediamo di intercedere presso il Figlio suo Gesù, perché questo nostro popolo possa godere di pace e prosperità».
1. Giovedì 26 maggio la Vicaria di Ceccano si ritrovera' presso il Santuario di Santa Maria a Fiume, a Ceccano, dove ci sarà la Celebrazione Eucaristica alle ore 19.00 e la veglia a partire dalle ore 21.00;
2. Giovedì 26 maggio la Vicaria di Ferentino organizza la veglia nella chiesa di Santa Maria Maggiore, con inizio alle ore 21.00;
3. Domenica 29 maggio, alle ore 21.00, il Santuario di Santa Maria della Valle a Monte San Giovanni Campano ospiterà la veglia della Vicaria di Veroli;
4. Lunedi' 30 maggio sara' la Vicaria di Frosinone a riunirsi per la preghiera mariana, fissata alle ore 21.00 presso il Santuario di Madonna delle Grazie;
5. Martedi' 31 maggio è in programma la veglia nella Vicaria di Ceprano che vedra' anche la partecipazione del Vescovo, S.E. Mons. Ambrogio Spreafico: appuntamento nella chiesa di Santa Maria Maggiore, alle ore 19.30.
   

Nota sui «mesi mariani»

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La pratica di un «mese mariano» è diffusa in varie Chiese sia dell’Oriente sia dell’Occidente. Ma, mentre in Oriente il «mese del­la Vergine» è in stretta connessione con la liturgia, in Occidente i me­si dedicati alla Madonna, sorti in un’epoca in cui si faceva scarso riferimento alla liturgia come a forma normativa del culto cristiano, si sono sviluppati indipendentemente dal ciclo liturgico. Ciò ha posto e pone tuttora alcuni problemi di indole liturgico-pastorale che non possono essere ignorati.
Limitatamente alla consuetudine occidentale di celebrare un «me­se mariano» in maggio (in novembre, in alcuni paesi dell’emisfero australe), in ottobre e, secondariamente, in settembre, sarà opportuno tenere presente quanto segue:

a) tenendo conto delle esigenze della liturgia, delle attese dei fe­deli, della loro maturazione nella fede, la problematica posta dai «mesi mariani» dovrebbe essere studiata nell’ambito della «pastora­le d’insieme» della Chiesa locale; si eviterebbero in tal modo situazioni di contrasto pastorale che disorientano i fedeli, come accadreb­be, ad esempio, se ci si limitasse ad abolire il «mese di maggio»;

   

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