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Lettera del card. Dionigi Tettamanzi alle famiglie nella prova |
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Titolo: “Eppure tu vedi l’affanno e il dolore”.
«Sarei davvero contento se alla tua famiglia e a tutte quelle che vivono una situazione di prova e di tribolazione potesse giungere questa mia lettera. Sì, sono solo parole. Ma vorrebbero essere un abbraccio, una preghiera, una benedizione». «Desidero, soprattutto, ascoltare da te e farmi eco di qualche parola da parte di Dio, di qualche frammento di Vangelo». Con una lettera toccante presentata ai giornalisti il 31 gennaio 2009, il cardo Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, affronta la sofferenza e la malattia che spesso colpiscono le famiglie e immagina tre situazioni: una mamma malata, una nonna anziana e non sempre lucida, una coppia con un figlio disabile. Il testo è consigliato in modo particolare per le visite ai malati da parte dei cappellani ospedalieri, dei ministri straordinari della Comunione, dei sacerdoti in visita, ma anche di familiari.
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Testimoni di una presenza reale |
di Robert Imbelli
La Lettera agli Ebrei è uno degli scritti più ricchi del Nuovo Testamento, ma troppo spesso i credenti lo trascurano, forse perché l'argomento trattato è impegnativo e, come l'autore stesso ci avverte, richiede una particolare attenzione. ll centro dell'annuncio è in questi versetti: "Egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di Lui si avvicinano a Dio: Egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore" (7, 24-25).
Durante la liturgia si prega sempre "attraverso nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli". In qualche modo si fa eco alla fede dell'autore della Lettera agli Ebrei: Gesù vive sempre e intercede per la sua Chiesa, il suo corpo di cui è il capo. La Chiesa dipende da Cristo per la sua stessa vita. Gesù comunica questa vita in particolare nell'Eucaristia e Benedetto XVI, nell'esortazione apostolica Sacramentum caritatis, spiega che "l'Eucaristia è Cristo che si dona a noi, edificandoci continuamente come suo corpo" (n. 14).
"La Chiesa fa l'Eucaristia e l'Eucaristia fa la Chiesa", recita un adagio dell'età patristica sottolineando l'esistenza di un rapporto intimo e reciproco fra il corpo eucaristico e il corpo ecclesiale del Signore. Tuttavia è importante comprendere correttamente qual è la priorità. Come rileva Benedetto XVI "la possibilità per la Chiesa di "fare" l'Eucaristia è tutta radicata nella donazione che Cristo le ha fatto di se stesso" perché "Egli è per l'eternità colui che ci ama per primo" (n. 14). Nell'Eucaristia l'amore di Cristo si incarna più pienamente: proprio il suo corpo e il suo sangue sono dati per noi.
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Il carattere cosmico della liturgia |
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Rubrica di teologia liturgica a cura di don Mauro Gagliardi
ROMA, mercoledì, 10 giugno 2009 (ZENIT.org).- Trattiamo oggi del «carattere cosmico» della liturgia cristiana, un tema molto rilevante sia degli studi liturgici dell'allora teologo J. Ratzinger, sia del magistero del Sommo Pontefice Benedetto XVI. L'articolo di oggi, tradotto qui dalla lingua inglese, offre una breve esposizione su alcuni aspetti del carattere cosmico della liturgia. Data l'importanza di questo tema, è auspicabile che in futuro possiamo tornarvi di nuovo, per svilupparlo ulteriormente (Mauro Gagliardi).
Nella presentazione al primo volume pubblicato delle sue opere complete, dal titolo Teologia della Liturgia, Papa Benedetto XVI richiama la sua importante monografia Introduzione allo spirito della liturgia, pubblicata nell'anno 2000, identificando in essa tre cerchi (Kreise), ossia le tre aree tematiche principali del libro, nel quale vengono trattati numerosi aspetti particolari. I primi due "cerchi" sono stati trattati precedentemente in questa rubrica liturgica. Il terzo "cerchio" riguarda «il carattere cosmico della liturgia, che rappresenta qualcosa che va oltre il semplice riunirsi di un gruppo più o meno grande di persone; piuttosto, la liturgia è celebrata dentro l'ampiezza del cosmo, abbraccia la creazione e la storia allo stesso tempo».
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Giornata dei Ministranti 2009 |
Lettera ai Rev.mi Parroci, ai Referenti Vicariali e Parrocchiali della Liturgia, ai responsabili parrocchiali dei chierichetti circa la Giornata Diocesana dei Ministranti.
Nella programmazione per l’anno pastorale in corso è prevista la Giornata Diocesana dei Ministranti. Essa sarà celebrata sabato 27 Giugno a Prato di Campoli durante l’annuale Festa Diocesana. La giornata è aperta a tutti i ragazzi dai 9 ai 18 anni, che offrono in parrocchia un servizio come ministranti. Nel caso non fosse presente in parrocchia un responsabile dei ministranti si prega comunque di indicare un adulto (ad es. un catechista) che dovrà accompagnare e stare insieme ai ragazzi partecipanti durante tutta la giornata.
Il pranzo è al sacco e si chiede di portarlo con se! Inoltre, tutti i chierichetti devono portare con loro la veste liturgica.
Per quanto riguarda il programma: in linea di massima rispetterà gli appuntamenti proposti per la Festa Diocesana.
ore 9.30 - 10.00 Arrivi e iscrizioniore
ore 10.15 Incontro di tutti i ministranti
ore 12.00 S. Messa presieduta dal Vescovo
ore 13.00 Pranzo al sacco
ore 15.30 Giochi organizzati dall’Azione Cattolica
Le schede d’iscrizione per la Giornata Diocesana dei Ministranti, per motivi organizzativi, si dovranno compilare direttamente a Prato di Campoli.
Vi chiedo di portare tutti i chierichetti delle vostre Parrocchie!
Con cordiali saluti.
don Pietro Jura, Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano Frosinone, 18 Maggio 2009
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