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Sulle orme di San Paolo per riscoprire la centralità della Parola di Dio nella vita delle Parrocchie
san_paolo_apostolo.jpg Cos’è l'Anno Paolino?
È l’anno, offertoci dal Santo Padre Benedetto XVI, per celebrare il BIMILLENARIO della NASCITA di S. Paolo Apostolo. Gli storici collocano, infatti, la nascita di Saulo, divenuto poi Paolo, dopo la conversione, tra il 7 e il 10 dopo Cristo. Per questo motivo, il Santo Padre ha voluto indire questo speciale GIUBILEO, che va dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009.

Il Giubileo ha il suo baricentro a Roma, in particolare presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura e il luogo del martirio alle Tre Fontane, presso l’Abbazia Benedettina. Ma esso coinvolge tutta la Chiesa intera ed in maniera peculiare i luoghi dove l’Apostolo delle Genti ha svolto il suo ministero, a partire da Tarso, sua città natale.

A che cosa ci impegna l’Anno Paolino? 

Ci impegna sostanzialmente a tre compiti:

1) Riscoprire la centralità della PAROLA DI DIO nella nostra vita cristiana, attraverso l’esperienza coinvolgente di San Paolo, che accoglie il Risorto nella propria esistenza, in un rapporto personale di sincera fede in Colui che ha dato la vita per noi. “Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2, 20).

Dice il Papa: “La sua fede è l’esperienza dell’essere amato da Gesù Cristo in modo tutto personale... La sua fede è l’essere colpito dall'amore di Gesù Cristo, un amore che lo sconvolge fin nell’intimo e lo trasforma. La sua fede non è una teoria, un’opinione su Dio e sul mondo. La sua fede è l’IMPATTO DELL’AMORE DI DIO SUL SUO CUORE. E così questa stessa fede è amore per Gesù Cristo” (28.06.2008).

Riscoprire la Parola di Dio significa accogliere Cristo, il Vivente, nella nostra vita e sentire la sua presenza viva nel nostro cuore, che ci parla e dà significato e prospettiva eterna alla nostra esistenza.

Tutta la Parola di Dio, infatti, è ORIENTATA A GESU’ CRISTO, all’accoglienza della sua Divina Persona. “Egli è il Vangelo di Dio ad ogni persona umana” (La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, Instrumentum laboris, lett. c, p.12).

Sulla Parola di Dio è stato incentrato il SINODO DEI VESCOVI, che si è svolto in Vaticano dal 5 al 26 Ottobre 2008 ed ha avuto come tema: “LA PAROLA DI DIO NELLA VITA E NELLA MISSIONE DELLA CHIESA”.

Riscoprire la centralità della Parola di Dio nella nostra vita è riscoprire, pertanto, GESU’ CRISTO, Parola viva del Padre per ciascuno di noi! 

2) Secondo compito è l’IMPEGNO MISSIONARIO, a cui ciascuno di noi è chiamato in forza della propria adesione a CRISTO GESU’ nel Sacramento del Battesimo, che ci ha incorporati a Gesù Cristo, Sacerdote, Re e Profeta. Siamo, quindi, partecipi dell’Ufficio Profetico di Cristo! Ossia, quello di annunciare la Sua Parola.

Non possiamo tenere per noi il DONO che abbiamo ricevuto, ovvero il Vangelo, e che ha il potere di trasformare la nostra vita secondo Dio; dobbiamo sentire il coraggio, la gioia di offrirlo agli altri, così come ha fatto San Paolo. “Abbiamo avuto il coraggio... di annunziarvi il Vangelo di Dio in mezzo a molte lotte” (1Ts 2, 2).

ESSERE MISSIONARI significa essere MANDATI da Dio a trasmettere il Vangelo ai fratelli con la testimonianza delle opere, con lo stile di vita evangelica e con le parole.

Tutto questo richiede il coraggio della fede in Cristo nel sostenere, come San Paolo, lotte e persecuzioni per annunziare il Vangelo. Oggi, soprattutto, la persecuzione dell’indifferenza e della derisione.

Dice il Papa: “La verità che aveva sperimentato nell’incontro con il Risorto ben meritava per lui la lotta, la persecuzione, la sofferenza. Ma ciò che lo motivava nel più profondo, era l’essere amato da Gesù Cristo e il desiderio di trasmettere ad altri questo amore. Paolo era un uomo colpito da un grande amore, e tutto il suo operare e soffrire si spiega solo a partire da questo centro”. ( 28.06.2008).

“Il Giubileo di San Paolo, dice ancora il Papa, INVITA TUTTI I CRISTIANI AD ESSERE MISSIONARI DEL VANGELO”. Accogliamo, pertanto, cari amici, questo pressante invito che ci viene dal Pastore Universale della Chiesa e nostro Maestro nella fede!

Inoltre, a livello DIOCESANO, siamo impegnati, quest’anno, nella PASTORALE GIOVANILE (gli incontri mensili con il nostro Vescovo Ambrogio), che vede particolarmente protagonisti i Giovani delle nostre parrocchie, inviati dal Vescovo ad annunciare Cristo ed il suo Vangelo agli altri Giovani.

Dobbiamo tutti sentirci chiamati ed impegnarci in prima persona nel campo dei giovani, poiché i giovani sono “il futuro e la speranza della Chiesa”, come affermava Giovanni Paolo II.

Occorre coinvolgere e motivare i nostri giovani in questa “avventura” di offrire la SPERANZA, che è CRISTO, ai giovani che non lo conoscono. 

3) Il terzo impegno è la PREGHIERA per l’UNITA’ dei CRISTIANI. San Paolo è stato l’Apostolo delle Genti, il più grande MISSIONARIO di tutti i tempi. Ha lavorato e sofferto per tutte le Chiese che lui aveva “generato” nella fede.

L’apertura dell’Anno Paolino, nella Basilica di S. Paolo e nella Basilica di S. Pietro in Roma, ha avuto giustamente una forte valenza Ecumenica con la presenza del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, S.S. Bartolomeo I e i Rappresentanti di tutte le Chiese cristiane, proprio a sottolineare la comune eredità di fede dell’Apostolo che ha avuto la “sollecitudine” per tutte le Chiese. Dice il Papa: “Questa dimensione missionaria ha bisogno di accompagnarsi sempre a quella dell’unità, rappresentata da San Pietro, la "roccia" su cui Gesù Cristo ha edificato la sua Chiesa”. “I cristiani, dice ancora il Papa, non possono dare valida testimonianza a Cristo se non sono uniti fra di loro” (29.06.2008).

È chiaro, dunque, che la preghiera per l’unità dei cristiani, richiede la COMUNIONE SINCERA IN CRISTO tra di noi, in famiglia e nelle Comunità Parrocchiali, tra le diverse Associazioni, ecc.

apostolo-paolo1.jpg QUALI INIZIATIVE PASTORALI VOGLIAMO PORTARE AVANTI IN QUEST’ANNO? 

- Catechesi per adulti, secondo gli impegni descritti, sia in generale che per categorie, evidenziando la spiritualità paolina.

-   Il Pellegrinaggio Diocesano, presieduto dal nostro Vescovo Ambrogio, il 22 aprile 2009.

-   Gli altri pellegrinaggi a Roma nei luoghi della “memoria” dell’Apostolo: Basilica di S. Paolo fuori le Mura, Abbazia delle Tre Fontane, Basilica di S. Pietro, Basilica di S. Giovanni in Laterano, S. Paolo alla Regola (la prima dimora a Roma di S. Paolo), Santa Maria in via Lata (la seconda dimora a Roma), la Basilica e le Catacombe di S. Sebastiano, la Chiesa di Santa Prisca all'Aventino (dimora dei santi coniugi Aquila e Priscilla, fedeli collaboratori di S. Paolo), il Carcere Mamertino (l'ultima prigione di S. Paolo). Questi pellegrinaggi dovranno avere un carattere penitenziale, per trovare giovamento spirituale alla luce della testimonianza di fede dell’Apostolo.

- Speciali Celebrazioni della Parola, incentrate sull’insegnamento paolino.

- Costituzione, nelle Parrocchie, di un GRUPPO stabile di LETTORI, che approfondiscano la Parola e la sappiano ben proclamare all’Assemblea.

- Ricostituzione del Gruppo dei ragazzi ministranti, ossia del PICCOLO CLERO, che servano all’Altare.

Vorrei concludere questo programma, che vuole avere di mira soltanto la nostra crescita spirituale in Cristo, con le parole del Santo Padre Benedetto XVI, che ci invitano a mettere al centro della nostra vita Gesù Cristo, come ha fatto San Paolo: “La vocazione sulla via di Damasco, portò Paolo proprio a questo: a fare di Cristo il CENTRO della sua vita, lasciando tutto per la sublimità della conoscenza di Lui e del suo mistero d’amore” (25.04.2005).

 
Anno Paolino
Anno Paolino: decreto del vescovo per le indulgenze


In conformità del decreto della Penitenzieria apostolica del 10 maggio scorso, con cui, in occasione dei duemila anni dalla nascita di Santo Apostolo Paolo, si concede ai fedeli cristiani delle varie chiese locali, il dono di poter lucrare l'Idulgenza plenaria applicabile anche ai defunti, partecipando devotamente ad una sacra funzione o ad un pio esercizio pubblicamente svolti in onore dell'Apostolo delle Genti in alcuni giorni e luoghi stabiliti dall'ordinario diocesano, stabilisco che in questa Diocesi di frosinone - Veroli - Ferentino la suddetta Indulgenza plenaria adempiute le consuete condizioni (esclusione di ogni afetto verso il peccato, Confessione sacramentale, Comunione eucaristica, preghiera per il Sommo Pontefice) potrà essere acqusitata:
- nella Chiesa Parrocchiale di S. Paolo Ap. in Frosinone: ciascuna ultima domenica del mese (a partire dai primi vespri) nonchè i giorni: 15 agosto e 8 dicembre 2008; 25 gennaio e 2 febbraio 2009; 
- nella Chiesa Parrocchiale di S. Paolo Ap. in Veroli nei giorni: 18 - 25 gennaio; 11 febbraio e durante il triduo della adorazione eucaristica delle "quaranta ore"; 
- nella Basilica Concattedrale dei Santi Giovanni e Paolo in Ferentino nelle ultime domeniche del mese di gennaio 2009, nonchè nei giorni 21 aprile - 2 maggio 2009; 
- nella Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista in Ceccano ciascuna ultima domenica del mese (a partire dai primi vespri) nonchè i giorni 25 gennaio e 24 giugno 2009; 
- nel Santuario Diocesano della Madonna del carmine in Ceprano ciascuna ultima domenica del mese (a partire dai primi vespri) nonchè nei giorni 1 ottobre; 15 ottobre; 14 dicembre 2008.

Mentre auspicoche al dono spirituale dell'Indulgenza corrisponda da parte di tutti una autentica conversione del cuore, invocata l'intercessione di S. Paolo, tutti benedico nel nome del Signore. 

Frosinone, 24 giugno 2008                                                + Salvatore Boccaccio, vescovo
 
 
 
L’Eucarestia: diritto o dono?
comunione1.jpgIntervista con S.E. mons. Raymond L. Burke

a cura di Thomas J. McKenna

S.E. mons. Raymond L. Burke, finora arcivescovo di Saint Louis, è stato chiamato lo scorso giugno in Vaticano dal Santo Padre per dirigere il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Affrontiamo con lui il fondamentale tema del rispetto della Santa Eucaristia e degli aspetti pastorali del can. 915 del C.I.C. 

Eccellenza, sembra che oggi prevalga una visione lassista nei riguardi della ricezione dell’Eucaristia. Perché? Crede poi che questo influenzi i fedeli nel modo di vivere come cattolici?

Una delle ragioni per cui credo che questo lassismo sia andato sviluppandosi è l’insufficiente enfasi nel­la devozione eucaristica: in modo speciale median­te il culto al Santissimo con le processioni; con le be­nedizioni del Santissimo; con tempi più lunghi per l’adorazione solenne e con la devozione delle Qua­ranta Ore.

Senza devozione al Santissimo Sacramento la gente perde rapidamente la fede eucaristica. Sappia­mo che c’è una percentuale elevata di cattolici che non crede che sotto le specie eucaristiche ci siano il cor­po e il sangue di Cristo. Sappiamo inoltre esserci un’al­larmante percentuale di cattolici che non partecipa­no alla Messa domenicale.

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Nella liturgia la memoria si fa storia e futuro per l'uomo
3746.jpg di Juan Manuel de Prada

Don Antonio Cañizares, nuovo prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ci ha dato appuntamento nel palazzo arcivescovile di Toledo. Quando arriviamo, puntuali, sta scendendo dall'automobile, dopo una visita pastorale. La mattina era stato a Madrid per incontrare il presidente del Governo che voleva congratularsi personalmente con lui per la recente nomina. Ma la stanchezza non sembra lasciare traccia in lui e, anche se insistiamo perché si riposi un po', ci obbliga a seguirlo nel suo ufficio. Don Antonio è un uomo generoso e operoso; ed è anche un uomo frugale, cordiale, di una semplicità contadina che rifugge lo sfarzo e gli atteggiamenti scostanti. È, anche, un uomo di piccola statura con un cuore grande, un uomo dall'umanità vivace, a fior di pelle, che sa appassionarsi quando l'occasione lo richiede e sa anche sorridere dolcemente, come quando mi permetto di scherzare sul trambusto delle ultime settimane, trascorse fra Toledo e Roma. Più che un principe della Chiesa sembra, a quest'ora del pomeriggio, un semplice parroco di campagna, pieno di entusiasmo per la sua vocazione.

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