Increase font size Default font size Decrease font size Narrow screen resolution Wide screen resolution Auto adjust screen size
Dedicazione della chiesa di S. Paolo in Frosinone PDF Stampa E-mail
Scritto da don Pietro Jura   
sabato 12 gennaio 2008

La nuova chiesa di S. Paolo Ap. a Frosinone


Dedicazione della Chiesa e dell’Altare (di don Pietro Jura)


«Tutti acclamavano con la bocca e con il cuore: "Benedetta la gloria del Signore nel suo luogo santo!". Benedetto, lodato ed esaltato il tuo nome, Signore Gesù Cristo, tu che il Padre ha consacrato, come sommo sacerdote, con olio di letizia. Con l’unzione del Sacro Crisma e la ricezione della Santa Eucaristia, tu hai unito il materiale all’immateriale, il corporale allo spirituale, l’umano al divino».

Nel giorno dell’Immacolata Concezione della BVM, a Frosinone, nella zona Cavoni, avrà luogo la dedicazione della chiesa parrocchiale di S. Paolo Apostolo.

La dedicazione di una chiesa e, a suo livello, la dedicazione di un altare, sono avvenimenti eccezionali nella storia di una comunità cristiana. E questo dice molto dell’importanza pastorale della loro celebrazione.

Comunque, in ogni società, un monumento non è offerto al pubblico senza una cerimonia di inaugurazione. I muratori festeggiano la fine di una costruzione mettendo una bandiera o un mazzo di fori sul tetto della nuova casa. Una famiglia inaugura una casa o un appartamento con una festa di inaugurazione. Uno scrittore offre al pubblico la sua ultima opera con una dedica...ecc. I cristiani non possono fare a meno di inaugurare uno dei loro luoghi di culto se non facendone la dedicazione che lo consacra a Dio. La dedicazione di una chiesa è una liturgia tra le più solenni e più ricche di significato. Infatti, attraverso la consacrazione, essa esprime il mistero stesso della Chiesa.

E qui nasce la domanda: in che modo un luogo può essere sacro? Non certo da se stesso. Nessuna cosa creata, in forza della sua natura, può essere tale da poter servire degnamente da luogo per la santità di Dio. Diceva uno dei grandi liturgisti tedeschi (R. Guardini) che un luogo diventa santo solo quando Dio lo santifica. Egli lo santifica accostandosi ad esso, rendendosi presente e ponendo in esso la sua dimora.

Dimora di Dio, il tempio di Gerusalemme aveva un carattere imperfetto e transitorio, così come la prima Alleanza. Esso doveva trovare il suo compimento nella stessa persona di Cristo. Davanti al tempio costruito da Erode e ancora incompiuto, Gesù dichiara: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni io lo farò risorge» (Gv 2, 19), ma il tempio di cui parlava era il suo corpo, aggiunge Giovanni (cf. Gv 2, 21). E citato già R. Guardini dice che la dimora ultima ed essenziale di Dio, la sua presenza immediata tra noi, è Cristo.

Nella Premessa al Rito della Dedicazione della Chiesa e dell'Altare leggiamo: «Con la sua morte e risurrezione, Cristo è divenuto il tempio vero e perfetto della nuova Alleanza, e ha raccolto in unità il popolo che si è acquistato a prezzo del suo sangue. Questo popolo, adunato nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, è la Chiesa, tempio di Dio edificato con pietre vive, nel quale viene adorato il Padre in spirito e verità. Giustamente fin dall'antichità, il nome di "chiesa" è stato esteso all'edificio in cui la comunità cristiana si riunisce per ascoltare la parola di Dio, pregare insieme, ricevere i sacramenti e celebrare l'eucaristia. In quanto costruzione visibile, la chiesa - edificio è segno della chiesa pellegrina sulla terra e immagine della chiesa già beata nel cielo. E' giusto quindi che questo edificio, destinato in modo esclusivo e permanente a riunire i fedeli e alla celebrazione dei santi misteri, venga dedicato a Dio con rito solenne secondo l'antichissima consuetudine della Chiesa» (RDCA 27-28).

Si potrebbe dire che il rituale della dedicazione della chiesa parte da una stessa intenzione e comporta un duplice movimento.

Il primo è quello di riservare: uno spazio viene scelto, delimitato e sottratto al suo carattere profano naturale. E il senso della benedizione della prima pietra o dell’inizio dei lavori per la costruzione di una chiesa (RDCA I, 1-6): alla presenza del popolo radunato, il vescovo asperge con l’acqua benedetta il terreno dove sorgerà la chiesa, facendo il giro delle future fondamenta; pianta una croce di legno nel luogo dove ci sarà l’altare; pone la prima pietra in nome di Cristo, «la pietra angolare».

Il secondo movimento è quello di consacrare: l’edificio costruito su questo spazio riservato viene offerto alla sua nuova destinazione. Esso rimane soggetto alla caducità, come ogni costruzione umana. Il fatto però d’essere stato dedicato gli conferisce «la vera vocazione dello spazio, che è quella di essere teatro della presenza di Dio, come all'inizio e alla fine dei tempi».

Lo spazio santificato diventa allora significante. «La presenza di un santuario cristiano in una città ha il ruolo parallelo alla presenza di un cristiano nella società, di una chiesa nella nazione».

In un inno antico, leggiamo: «Questa dimora non è una semplice casa, è il cielo sulla terra, perché essa contiene il Signore. Se lo vuoi scrutare, egli è tutto intero nell’alto dei cieli; ma se lo cerchi, è totalmente presente sulla terra. Se cerchi di afferrarlo, egli ti sfugge; ma se l’ami, è molto vicino a te. Se lo studi, egli è nel cielo; ma se credi in lui, egli è nel santuario. E perché resti con noi, uomini della terra, gli abbiamo costruito una casa; abbiamo innalzato un altare, la mensa dove la chiesa mangia la vita».

Il cuore della chiesa è costuituito dall’altare, figura di Cristo, Agnello immolato, il vero altare del tempio di Dio (cf. Eb 4, 14; 13, 10), ma anche l’immagine dei cristiani, pietre vive, che formano l’altare del Dio vivente (RDCA 152-153). Ciò spiega la consuetudine di costruire gli altari sulle tombe dei martiri o di deporre sotto l’altare reliquie dei martiri. Scrive s. Ambrogio: «vengano queste vittime trionfali a prendere il loro posto nel luogo in cui Cristo si offre vittima. Egli però sta sopra l’altare, perché ha patito per tutti; questi, riscattati dalla sua passione, saranno collocati sotto l’altare». Infatti, «L’altare non è eretto a un martire, chiunque sia, ma al Dio dei martiri» (RDCA 156 e 161).

Il rito della dedicazione, dopo la riforma del 1977, è integrato nella celebrazione eucaristica, riallacciandosi così alla più antica consuetudine romana e lasciando apparire la struttura del rito in una grande nitidezza di linee.

L’importanza del rito e il suo significato richiedono la presidenza del vescovo: «Spetta al vescovo, a cui è affidata la cura di una chiesa particolare, dedicare a Dio le nuove chiese erette nella sua diocesi» (RDCA 32).

a) L'ingresso nella chiesa

Nel suo svolgimento più solenne, l’ingresso si presenta sotto Forma A di una processione di tutto il popolo. Questa processione parte (se è possibile) da un’altra chiesa e vi si portano la croce e le reliquie dei santi (se ci sono) con i ceri accesi; vi prendono parte i ministri, i sacerdoti e il vescovo, si canta il Salmo 121 (il salmo delle ascensioni a Gerusalemme).

La processione si ferma alle porte della nuova chiesa. Coloro che hanno partecipato alla sua costruzione o i loro delegati la «consegnano» simbolicamente al vescovo, offrendogli per esempio le chiavi. Dietro alla croce, il vescovo e tutti i fedeli entrano nella chiesa al canto del Salmo 23: «Sollevate, porte, i vostri frontali, ed entri il re della gloria!». E’ prevista anche la Forma B (la quale si limita a eliminare la processione che precede) e la Forma C (i fedeli sono già riuniti nella chiesa quando il vescovo entra nel presbiterio, ivi gli viene fatta la consegna simbolica dell’edificio). Nelle tre forme le reliquie, circondate da ceri accesi, vengono disposte nel presbiterio.

Quindi viene benedetta l’acqua con la quale vengo aspersi i fedeli (rito dell’aspersione). Nella maggior parte delle religioni, l’acqua è segno di purificazione: è l’acqua lustrale. Qui, essa é anzitutto un richiamo al Battesimo, che ha fatto dei cristiani il tempio del Dio vivente.

L’aspersione con l’acqua benedetta, il cui significato è richiamato nell’ammonizione del vescovo, è destinata anzitutto al popolo e solo dopo alle pareti della chiesa, all’altare e all’ambone (RDCA 37-b; 70). La Chiesa - assemblea, fatta di persone vive, viene prima della chiesa-edificio, poiché è la prima che giustifica la seconda e le dà valore.

Il canto dei Gloria a Dio e la colletta concludono i riti dell’ingresso, i quali costituiscono come la presa di possesso dell’edificio da parte della comunità cristiana locale attorno al suo vescovo.

Segue la Liturgia della Parola, che comporta il racconto dell’assemblea del popolo di Dio nel libro di Neemia (8, 2-10): come al ritorno dall’esilio, così ora il popolo di Dio si raduna come Chiesa per ascoltare la Parola di Dio, esprimere la sua fede e rinnovare l’Alleanza, nella gioia. La Liturgia della Parola è introdotta dalla solenne ostensione del Lezionario da parte del vescovo, il quale lo consegna quindi al primo lettore. Segue l’omelia dei vescovo e il Credo.

b) I riti della dedicazione

I riti propriamente detti della dedicazione iniziano con il canto delle Litanie dei Santi: segno di comunione della Chiesa terrestre con quella celeste, e preludio della deposizione delle reliquie dei Santi sotto lo stesso altare (se ci sono).

Questo rito, che è solo raccomandato, è molto espressivo dell’unità del sacrificio di Cristo, Capo e corpo (cf. Ap 6, 9), come canta l’antifona prevista: «Santi di Dio che dimorate sotto l’altare, pregate per noi Cristo Signore» (RDCA 84).

Dopo la deposizione, il vescovo canta la preghiera della dedicazione che esalta le grandezze della Chiesa, popolo di Dio, sposa di Cristo, madre dei fedeli, vigna feconda, segno innalzato sui popoli, tempio nel quale Dio si rende presente in mezzo agli uomini. La chiesa-edificio ricapitola tutto il mistero della Chiesa.

Da esaltazione, la preghiera si fa quindi invocazione, perché questa chiesa diventi un luogo santo, e l’altare, la mensa del sacrificio di Cristo. Battesimo, Eucaristia, preghiera di lode e di supplica, servizio di carità e di liberazione, dignità dei figli di Dio: ecco i benefici che i fedeli verranno ad attingere in questo luogo, tappa terrestre verso la Chiesa celeste (RDCA 85).

I gesti che seguono esprimono simbolicamente la nobiltà dell’altare e della chiesa, e il rispetto che li deve circondare.

Cospargendo il sacro Crisma su tutta la superficie dell’altare, il vescovo lo assimila a Cristo l’Unto di Dio come sommo Sacerdote. Le unzioni fatte poi sulle croci fissate alle pareti della chiesa evocano la Chiesa di Cristo fondata sugli Apostoli dell’Agnello, i cui nomi sono scritti sulle mura della città santa (Ap 21, 14). Queste croci sono anche chiamate croci degli apostoli.

L’incensazione dell’altare parla da se stessa: quando le fiamme ricoprono la mensa come un roveto ardente, quando una nuvola d’incenso si sprigiona, quando si sente il crepitio della cera, quando il profumo invade la chiesa, questo abbraccio esprime perfettamente la preghiera di Cristo e della Chiesa che, dall’altare, «sale a Dio come incenso» (Sal 140, 2; RDCA 90). Dall’altare, l’incensazione si estende a tutta la chiesa, ma le persone vengono prima dei mattoni: si incensa anzitutto il vescovo, poi l’assemblea, infine le pareti: «è il popolo di Dio il tempio vivo, nel quale ogni fedele è un altare spirituale» (RDCA 42-b).

Dopo che l’altare è stato ripulito, esso viene quindi ricoperto da una tovaglia e decorato di fiori; vi si mettono i ceri e la croce. Fino a questo momento solo le reliquie erano state circondate da candele: l’illuminazione dell’altare ha così un carattere di inaugurazione. Dall’altare, la luce si propaga a tutto l’edificio, in segno di gioia, come nella Veglia Pasquale.

c) La liturgia eucaristica

Ormai tutto è pronto per il rito essenziale, la celebrazione della prima Eucaristia. Questa celebrazione si distingue per i seguenti aspetti:

- la processione delle offerte che il vescovo riceve alla sua sede,

- il bacio all'altare ha luogo solo in questo momento.

S. Giovanni Crisostomo scrive: «Questo altare è degno di ammirazione perché, pur essendo di pietra, diventa sacro dopo aver ricevuto il corpo di Cristo».

Nella Liturgia Eucaristica che inizia a questo punto si prende la Preghiera Eucaristica I o III con una particolare inserzione come intercessione. Il Prefazio Proprio presenta ancora una volta con linguaggio lirico le più importanti affermazioni teologiche sulla chiesa costruita con pietre morte e su quella edificata con pietre viventi.

Detta l’Orazione dopo la comunione il vescovo porta la pisside con le ostie consacrate (riserva eucaristica) al tabernacolo (o nella cappella del Santissimo) e in tal modo lo inaugura. Segue la benedizione solenne e il congedo.

Concluderei con un antico inno che diventa un augurio: «Custodisci le migliaia di persone qui radunate: i loro cuori avevano preparato un santuario, ancora prima che le nostre mani ne edificassero uno alla gloria del Tuo Nome. Il tempio interiore sia così bello come il tempio di pietre. Degnati di abitare nell’uno come nell’altro; i nostri cuori come queste pietre sono segnate dal Tuo Nome».

 


Ultimo aggiornamento ( martedì 29 gennaio 2008 )
 
< Prec.   Pros. >

 

 

News diocesane

Statistiche

Utenti: 5
Notizie: 211
Collegamenti web: 7
Visitatori: 50206
Totals Top 20
 73 % Regno Unito (13883)
 22 % Italia (4150)
 4 % Stati Uniti (714)
 < 1.0 % Svezia (38)
 < 1.0 % Germania (28)
 < 1.0 % Svizzera (21)
 < 1.0 % Canada (18)
 < 1.0 % Sconosciuto (14)
 < 1.0 % Francia (13)
 < 1.0 % Brasile (12)
 < 1.0 % Spagna (10)
 < 1.0 % Polonia (8)
 < 1.0 % Malta (7)
 < 1.0 % Santa Sede (Città del Vaticano) (7)
 < 1.0 % Olanda (6)
 < 1.0 % Austria (5)
 < 1.0 % Croazia/Hrvatska (5)
 < 1.0 % Israele (4)
 < 1.0 % Lettonia (4)
 < 1.0 % Messico (4)
18955 visits from 54 countries
70,93Visitatori per giorno:
28.088Pagine lette:
251Pagine lette oggi:
301Pagine lette ieri:
182,57Pagine lette per giorno:
2,57Pagine lette per visitatore:
91Visite a questa pagina:
5Pagine lette da te:
max.
9Max online:
28-06-2008, 17:04:44Online (data):
256Max visitatori per giorno:
21-10-2008Visitatori per giorno (data):
737Max pagine lette per giorno:
21-10-2008Pagine lette per giorno (data):