Quaresima 2008
(di don Pietro Jura)
"Ricordati, uomo, che sei polvere e in polvere tornerai…Ricordati, uomo, che sei chiamato ad altre cose rispetto a questi beni terreni e materiali, che rischiano di deviarti dall’essenziale. Ricordati, uomo, della tua vocazione fondamentale: tu vieni da Dio, e tu ritorni a Dio con la prospettiva della risurrezione, che è la via tracciata da Cristo. «Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo»". /Giovanni Paolo II, Messaggio per la Quaresima del 1981/
Quaresima – tempo di grazia
Si tratta di un tempo particolare (40 giorni) in cui tutti siamo chiamati alla conversione, all’attesa vigilante di incontrare Gesù e alla penitenza. Si potrebbe definire la Quaresima come una celebrazione del cammino verso il compimento del mistero pasquale, all’interno del quale è sempre Cristo il protagonista, il modello e il maestro. Questa centralità di Gesù la possiamo dedurre molto bene dai passi evangelici domenicali in cui vediamo proprio Gesù che si ritira nel deserto per pregare (I domenica), si trasfigura sulla montagna (II domenica), incontra la samaritana (III domenica), guarisce il cieco (IV domenica) e risuscita Lazzaro (V domenica).
Il digiuno della chiesa antica consisteva nel limitarsi a un pasto (la sera) e nell’astenersi dalla carne e dal vino, più tardi anche dai latticini (latte, burro, formaggio) e dalle uova. La caratteristica liturgico-ascetica di queste settimane era determinata essenzialmente dalle istituzioni del catecumenato (preparazione al battesimo) e della penitenza pubblica. Nel Medioevo il motivo della passione raggiunse, in rapporto alla Quaresima, un’importanza maggiore.
L’ingresso nella Quaresima è sempre formato dal Mercoledì delle Ceneri. La cenere ricorda il carattere effimero della vita e la fine di ogni essere vivente. All’esperienza intessuta di distruzione e di decomposizione alludono le parole che il sacerdote pronuncia benedicendo le ceneri: "Benedici queste ceneri, che stiamo per imporre sul nostro capo, riconoscendo che il nostro corpo tornerà in polvere" (seconda preghiera di benedizione). Questo concetto si ripete poi durante l’imposizione delle ceneri: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai" (Gn 3, 19) - seconda formula d’imposizione delle ceneri. Ma la cenere non ci ricorda solo il processo di dissoluzione della vita organica e la sua riduzione in polvere e cenere, essa è anche segno dell’allontanamento da Dio e della separazione dalla fonte della vita. Per questo la prima preghiera di benedizione inizia con la frase: "O Dio, che non vuoi la morte ma la conversione dei peccatori", e la prima formula d’imposizione delle ceneri: "Convertitevi, e credete al Vangelo" (Mc 1, 15). Dobbiamo inoltre sottolineare che il segno delle ceneri ci fa anche sperare. E questo ci viene chiaro dalla prima preghiera di benedizione: "Accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua".
La benedizione delle ceneri si compie dopo il Vangelo. Imponendo le ceneri il sacerdote traccia con le ceneri il segno della croce sul capo dei fedeli. In tal modo dice che la penitenza sta in rapporto a Cristo. Il Signore Gesù Cristo si è caricato dei nostri peccati, si è assoggettato per noi alla morte e nella risurrezione ha raggiunto una nuova benedizione. Il rito delle ceneri può essere compiuto anche fuori della Messa come liturgia della Parola.
Il rito dell’imposizione delle ceneri fu destinato originariamente solo ai pubblici peccatori, ma dopo l’abolizione della penitenza pubblica (sec. X) venne mantenuto per tutti i fedeli. La prescrizione secondo la quale per ottenere le ceneri si devono bruciare rami di palma dell’anno precedente, risale al sec. XII.
Le sei domeniche di Quaresima ricevono ognuna una propria caratterizzazione soprattutto attraverso il vangelo della Messa. Una caratteristica della quarta domenica di Quaresima (Laetare) consiste nelle vesti liturgiche di colore rosaceo (dal sec. XVI), che sottolineano la gioia per la vicinanza del Signore e la pausa nel rigore penitenziale.
Il tema della passione trova una forte espressione nella denominazione della sesta domenica di Quaresima, che ora si chiama Domenica delle Palme e della Passione del Signore. In essa la commemorazione dell’ingresso di Cristo in Gerusalemme si collega con quella della sua passione. Di una processione delle palme a Gerusalemme verso l’anno 400 ci informa già la pellegrina Egeria. In Occidente essa appare per la prima volta verso la fine del sec. VIII e assume presto elementi ludico-drammatici e folcloristici. L’attuale Messale Romano prevede svariate forme per la «Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme». La Messa è caratterizzata particolarmente dalla lettura della passione del Signore secondo i sinottici a seconda dell’anno del ciclo.
Anche i successivi giorni della Settimana Santa sono completamente contrassegnati dal tema della passione; in essi però si è potuto rinunciare alla lettura della passione secondo Marco (lunedì) e Luca (mercoledì), perché tali brani sono previsti nel ciclo triennale di lettura per la Domenica delle Palme.
Quanto ai rimanenti giorni feriali della Quaresima ognuno di essi ha un proprio formulario per la celebrazione dell’Eucaristia. Le loro pericopi bibliche sono uguali ogni anno e prima lettura e vangelo formano un’unità tematica. Con l’inizio della quarta settimana di Quaresima il vangelo della Messa è costituito dalla lettura semicontinua di Giovanni.
Mentre la sera del Giovedì Santo appartiene già al Triduo Pasquale, al mattino è prevista la Missa Chrismatis (Messa del Crisma) del vescovo con la benedizione degli oli occorrenti per l’amministrazione del battesimo, della confermazione, del sacerdozio, per la consacrazione delle nuove chiese e nuovi altari, e per l’unzione delle persone inferme. Quest’Eucaristia è una concelebrazione del vescovo col suo presbiterio e va fatta possibilmente nella chiesa cattedrale. Inoltre, durante questa Messa tutti i sacerdoti presenti rinnovano le promesse sacerdotali.







