Santi e defunti
Richiamo storico.
La festa di Tutti i Santi sembra ripetere le sue origini, in analogia con simili celebrazioni introdotte da diverse Chiese orientali nel IV e V sec., dalla dedicazione della basilica di S. Maria ad Martyres (il Pantheon) compiuta da papa Bonifacio IV il 13 maggio del 609. II ricordo di questa solenne dedicazione si celebrava ogni anno con un concorso straordinario di pellegrini. Nell’835 la data risulta spostata, forse in dipendenza dai lavori agricoli, al 1° novembre. II significato della festa è quello di raccogliere «sub una sollemnitate» il ricordo e la venerazione verso i fratelli che ci hanno preceduto con il loro esempio e la loro santità e vivono ormai nella gloria di Dio: vita eterna, comunione dei Santi, loro intercessione e, insieme, vocazione di tutti alla santità, richiamo ai valori e al senso della vita del cristiano ancora pellegrino in questo mondo, ecc. costituiscono il messaggio e il contenuto del mistero che si celebra con questa solennità. In stretta dipendenza da essa si sviluppa, a partire dall’inizio del sec. XI ad opera di S. Olidone e del monastero di Cluny, la commemorazione di tutti i fedeli defunti il giorno successivo a quello di tutti i Santi: al «dies exsultationis» fa così seguito il «dies orationis». L’identico mistero sollecita i fedeli anche alla preghiera di suffragio per i morti che ancora attendono l’unione perfetta con Cristo (cf. M. Righetti, Storia liturgica, Milano 1969, v. III, 466 ss. e 512 ss.).
Le riforme del Calendario del 1955 e del 1961 hanno distinto gli Uffici dei due giorni, consentendo tuttavia che potessero continuare i pii esercizi tradizionali nel pomeriggio della festa di Tutti i Santi. Fra questi evidentemente non può annoverarsi
- si raccoglierebbero (forse loro malgrado) molte persone non credenti o non praticanti intorno al gesto sacramentale più forte e impegnativo della fede della Chiesa qual è l’Eucaristia, incrementando una linea pastorale a tutti i costi “sacramentalista” e passando sopra alle esigenze previe dell’evangelizzazione.
Una considerazione diversa si può avanzare per il 2 novembre – almeno per le nostre zone – , quando l’eventuale partecipazione alla Messa in cimitero, oltre che collocarsi nel suo proprio ambito e significato liturgico, si può supporre anche meno indistintamente affollata, più libera e più consapevole.
In questi giorni, i fedeli dovrebbero essere avvertiti dell’Indulgenza Plenaria che si può ottenere per i defunti se, confessati e comunicati, visiteranno in loro suffragio una chiesa o un oratorio, dove reciteranno il Padre nostro ed il Credo e una preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre.
Va ricordato che, tale facoltà vale da
Giovedì 28 Ottobre 2010 14:43







